CLAUDIA DEL MAGNA , 20/11/2024
C’era una volta un’albergatrice (iniziano così le storie col lieto fine vero?), proprietaria di un hotel di 50 camere in una località della Riviera Romagnola.
Il suo hotel era uno come tanti altri che si trovano in zona: camere dai 13 ai 20 metri, bagni piccolini senza infamia né lode (alcuni più recenti, altri meno), sala da pranzo non abbastanza capiente per far sedere comodamente tutti gli ospiti, un bar interno che lavora sì e no, un piccolo spazio giochi per i bambini nella hall, niente piscina, giardino, parcheggio.
Un hotel in terza linea rispetto al mare, con la spiaggia convenzionata a un minuto a piedi, e su una traversa di una delle vie più centrali della località.
Strutturalmente un albergo simile a molti altri, dove si stava avviando un passaggio generazionale anch’esso simile a tanti: una madre con le proprie abitudini e un figlio (il nuovo che arriva) con la voglia di cambiare le cose.
Chi ha ragione? Tutti e nessuno. Anzi, ha ragione il tempo.
Sappiamo bene però che gli hotel sono le persone che li gestiscono e, in questo caso, le persone che avevano capito una cosa fondamentale: per vendere camere in modo professionale serviva affidarsi a consulenti esterni che potessero guidarli con un approccio super partes.
Si sono fidati e affidati, passo dopo passo, un cambiamento alla volta, per aggiornare il metodo di lavoro, la suddivisione dei ruoli, i software, la comunicazione, i servizi offerti agli ospiti.
Dal 2019 ad oggi, con in mezzo il Covid, l’alluvione, la mucillagine.
Facile? No.
Magico? Nemmeno.
Tutto è stato frutto di molto lavoro e investimenti importanti in termini di energia, tempo e denaro.
L’estate 2024 ci ha dato una conferma importante: il mondo degli albergatori si divide tra chi fatica ma registra costantemente il segno più e chi fatica e resta con le camere vuote.
Nei mesi estivi, abbiamo visto diversi albergatori piangere, nel senso letterale del termine. Erano lacrime di stanchezza e frustrazione, di tanti chef e camerieri cambiati dalla sera alla mattina, di servizi non sempre impeccabili da erogare agli ospiti.
Finché ci si piange addosso, le cose rimangono invariate.
Ora, più che mai, serve lucidità e aprirsi all’equazione “cambiamento + investimenti = risultati migliori”.
Ricordati: in Italia ci sono più di 32.000 alberghi e 190.000 attività extra alberghiere. Senza distinguerti, senza fare promozione, non esisti.
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