Sanificare le camere di hotel (igienizzarle non basta più)

Tempo di lettura: 4 minuti

 

In tempi pre-coronavirus ho visto alberghi immacolati, alberghi puliti, altri da migliorare.

Poi ci sono gli sporchi e gli inqualificabili. Queste ultime due categorie a mio parere andavano eliminate (o pesantemente sanificate, stile fumigación messicana).

Già in tempi non sospetti mi piacevano solo le strutture immacolate, sono quelle in cui mi sono sempre sentita a mio agio. Ora posso immaginare che nel prossimo futuro ci sarà spazio solo per quelle.

Ma, come hai letto nel titolo, è il momento di organizzarci con qualche passo avanti.

Come si comportano virus e batteri sulle superfici?

Dunque, mi dicono che tutte le azioni contaminanti non sopravvivono svolazzando nell’aria ma hanno bisogno di contatto. Significa che virus e batteri per vivere devono depositarsi su superfici, ed è lì che stazionano per un numero variabile di ore in base alla porosità o meno del materiale.

Ecco perché ci dicono di tenere una distanza di 1 metro, 1 metro e mezzo dai nostri simili bipedi!

Pare che sul rame queste creature restino in vita solo 3 ore, ma questo non mi pare un materiale molto diffuso nei nostri hotel, fatta eccezione per le grondaie che comunque ci preoccupano poco.

Detto ciò, come sanifichiamo le camere d’albergo?

So cosa stai pensando: OZONIZZAZIONE!

Conosco diversi alberghi che usano già da anni questa tecnologia con successo.

Ottima pratica, abbatte la carica batterica e virale in modo completo. Ha qualche difettuccio: l’ozono non va respirato, si rischia l’embolia polmonare. Ciò comporta che l’operatore che entra nella camera per estrarre la macchina deve mettersi una tuta stile palombaro corredata di tutti i presidi a protezione della sua persona. Un pelino scomodo, immagino la gioia della signora responsabile del piano chiamata ad assumere le sembianze di un astronauta più volte al giorno…

Come sai già, dopo l’ozonizzazione il locale deve essere opportunamente arieggiato.

Alternativa interessante: gli IONI ARGENTO

Esiste un macchinario che miscela un prodotto a base di ioni di argento, poi lo nebulizza nell’aria per un tempo che dipende dai metri cubi della stanza. Faccio un esempio: una camera da 16 mq circa, + bagno, cioè circa 50 m cubi, ha bisogno di essere inondata di nebbiolina di ioni argento per 15 / 20 minuti.

Se ti stai chiedendo quanto possa essere agevole spostare la macchina da una stanza all’altra, beh, è montata su totem con ruote, quindi non dovrebbe essere complicato. Immagino che ne serva una per ogni piano.

La macchina ionizzatrice deve essere lasciata in azione dentro la camera con porta chiusa (ma porta del bagno aperta e armadi/cassetti aperti). Quando ha finito, l’operatrice (la signora responsabile del piano) entra con apposita mascherina, guanti e occhiali (ma tanto ormai siamo abituati), la estrae e poi richiude la porta.

La camera deve restare chiusa 3 ore, così la nebbia si deposita su tende, letti, asciugamani, superfici, tutto.

Ho scoperto che l’argento è un validissimo disinfettante.

La cosa super interessante è che gli ioni argento garantiscono una copertura di ben 7 giorni. La stanza resta bonificata anche se vissuta, perché la nebbiolina che si è depositata sulle superfici dure e tessili resta lì anche se la camera viene vissuta.

Ne deriva che la sanificazione della camera non è una pratica quotidiana.

Ma prima di sanificare l’aria, dobbiamo saperla pulire, questa stanza!

Disinfettanti a base alcoolica

Se in hotel usate disinfettanti a base di alcool sappiate che questo evapora e si asciuga in qualche minuto. Ne deriva che di lì a poco la sua copertura diventa inefficace.

Per questo ci dicono “lavati le mani spesso”.

Punti di massima criticità

Le maniglie, tutte! Intendo quelle di tutte le porte, delle finestre, degli armadi, delle docce!

I telecomandi, quello dell’aria condizionata, quello della TV e di tutti gli accrocchi ad essa correlati.

Il comodino dove tutti appoggiamo portafogli, telefoni, chiavi e gioielli.

La pulsantiera della cassaforte.

Se hai la domotica, mi raccomando non dimenticare il relativo display dove le dita frugano abbondantemente anche perché di solito per spegnere una luce devo provare 16 pulsanti.

Microfibra

La microfibra trattiene il 99% dei batteri. L’importante è lavarla in lavatrice fino a 90 gradi senza candeggina (che la rovina) e senza ammorbidente (che la rende inefficace).

Sai già che devi usare il codice colori per le camere. Cioè per esempio panno giallo solo per vetri, panno blu solo per sanitari e via dicendo…

Notiziona:
la procedura corretta è usare un set di panni per ogni camera.

Poi i panni vanno messi nella rete per il lavaggio. Altra camera, set pulito, altrimenti passi i batteri da una camera all’altra e non hai risolto nulla. Lo so, stai pensando alla mole di panni da lavare ogni giorno…

So che è pratica diffusa, ma sconsiglio di esternalizzare le pulizie alle imprese perché spesso il loro personale non è formato in modo così approfondito (e neanche tanto appassionato di questo mestiere che, avrai intuito, diventa sempre più importante). Ci vuole un referente interno che si formi e che trasferisca il know-how ad ogni nuovo dipendente.

Questa persona responsabile, che può essere uno dei titolari oppure una governante, deve sempre fare verifiche a campione ogni settimana nelle camere.

In sostanza dobbiamo traslare nell’albergo le pratiche già applicate da anni negli ospedali.

Se ti stai chiedendo come mai una che di mestiere fa consulenza e formazione di marketing se ne esca con un articolo tecnico/informativo, la risposta è che:

  1. Sono una maniaca dell’igiene
  2. Ho avuto delle conversazioni interessanti con due esperti di sanificazione. Per onor di cronaca si chiamano Paolo Pieri e Paolo Perotto di Pieri Group di Cesena.

 

Di buono c’è che, messe in campo tutte queste pratiche, daremo filo da torcere all’ospite (di solito una mamma italiana) che scarica i bagagli in corridoio e spedisce marito e figli di sotto perché lei deve ripulire la camera con i suoi guanti, i suoi detersivi e le spugne portati da casa.

So perché sorridi. Sai che ogni albergo che si rispetti ne vede almeno una all’anno.

 

WEBINAR LIVE
Lunedì 6 aprile in diretta Facebook parliamo di “Come sanificare l’hotel e comunicarlo agli ospiti”. Guarda i dettagli e iscriviti >>

Ps: ha già visto il mio video sulla pulizia delle camere?
Se non l’hai ancora fatto eccolo qui:

 

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