L’hotel di lusso e i disservizi più radicati: la fila al check-in e il courtesy service risicato

Lusso è niente file al bureau

Ancora oggi assisto a ristrutturazioni di hall che prevedono il bureau. Poche cose mi allontanano dal concetto di lusso come il dover attendere in piedi, col cappotto addosso e i bagagli di fianco, che arrivi il mio turno per avere la camera.

Oggi esistono piattaforme di tutti i tipi, dal pre-check in al check in online (non sono la stessa cosa, ma questo non è l’articolo per parlarne!), quindi le lungaggini per la consegna della chiave sono sempre più difficili da giustificare.

Al di là di questo aspetto però, facciamo chiarezza: negli alberghi di lusso il check-in si fa seduti su un divano o una poltrona, davanti ad un camino, accanto a una stube oppure su una fresca terrazza da cui si vede il mare, il lago, il giardino. I bagagli non stanno alle calcagna dell’ospite, ma vengono recapitati direttamente in camera.

Offri agli ospiti un bicchiere di acqua aromatizzata al limone, menta o zenzero, e chiedi loro se gradiscono un caffè o qualcos’altro.

Inutile specificare che la predisposizione d’animo, all’arrivo in hotel, in questo modo cambia radicalmente. È come dire: non so cosa ti sia successo per strada, a casa o in aeroporto, ma ora sei a casa mia, da questo momento in avanti sono io responsabile del tuo benessere. Ci penso io. Tu enjoy e basta.

Il bancone della reception, alto e profondo, è una barriera fisica ed emotiva. Quel legno, o quel marmo, dicono “stai distante da me, tu, e non devi stare comodo. Stai in piedi e aspetti che io abbia espletato le mie funzioni. Io detto i tempi e i modi, tu ti adegui.

Negli alberghi classici, o storici che dir si voglia, addirittura si usava inserire una pedana dietro al bureau, tanto per aumentare il disagio del povero avventore.

Lusso oggi, significa avere un bel tavolo, magari di antiquariato, con delle belle sedie tutte uguali (intendo dire che il receptionist e gli ospiti siederanno su sedie uguali fra loro), sistemato in una zona tranquilla ed appartata della hall. Qui si discuteranno dettagli, si risponderà alle richieste di informazioni, si organizzeranno transfer, cene ed escursioni.

Seduti, comodi e a proprio agio.

Lusso è un courtesy service che è una coccola

Ci sono alberghi super curati, con finiture di pregio con bagni pieni di cornici e fregi, specchi enormi, marmi e mosaici ovunque. E poi docce con cromoterapia e soffioni differenziati stile piccola spa.

Poi vai a cercare qualcosa per lavarti le mani, e l’emozione si spegne nel disperato tentativo di aprire la bustina del bagnoschiuma con le mani già bagnate.

Se il tuo obiettivo è avvicinarti il più possibile al lusso, dedica tempo e risorse alla scelta del courtesy service, perché un bagno semplice con una buona dotazione stupisce positivamente, mentre un bagno strepitoso con le bustine monodose delude.

A scanso di equivoci specifichiamo ancora una volta cosa intendiamo per dotazione base:

cuffia, doccia schiuma, shampoo, crema corpo, cottonfioc e dischetti struccanti.

Ma noi tendiamo verso il lusso, quindi non basta, neanche lontanamente. Bisogna aggiungere:

spazzolino da denti e dentifricio da viaggio, strumenti per la piega dei capelli, balsamo/crema capelli, ciabattine di spugna, accappatoio.

Il kit per il cucito no, perché in un albergo di lusso, se perdo un bottone, provvedono a riattaccarmelo.

Lusso è lusso, quindi la marca deve essere prestigiosa e riconosciuta. Si può pensare anche di creare una linea specifica per l’hotel, quindi brandizzata, mantenendo in evidenza la casa madre che può essere un’azienda di cosmetica locale specializzata nel biologico, ad esempio.

Qualche chicca:

1.

Lo specchio cosmetico orientabile è fondamentale. Di solito di fissa al muro di fianco allo specchio principale. Rende le operazioni di manualità fine, come il trucco, la cura delle sopracciglia o della barba, più facili. Oggi lo trovo piuttosto di frequente negli alberghi, non è più una novità. A maggior ragione se hai un albergo di lusso o stai lavorando in quella direzione, questo oggettino non può mancare.

2.

Le bottigliette con l’imboccatura molto piccola rispetto al diametro della bottiglia stessa, “imprigionano” il contenuto. Mi spiego meglio. Qualsiasi sostanza più sul vischioso che sul liquido, scendendo attraverso un’imboccatura stretta impedisce all’aria di prendere il suo posto, quindi di fatto lo shampoo o la crema non escono. Per usarli siamo costretti a sbattere il contenitore aperto, a testa in giù, sulla mano, e se ci va bene ne esce troppo.

Litigare con il courtesy service è un’attività che va ad inficiare sullo stato di apparentemente inossidabile benessere che eri riuscito ad instillare nel tuo fortunato ospite (fino a quel momento).

Il consiglio è: prova il courtesy service prima di proporlo nelle camere (e prima di comprarne un bancale).

3.

Se il tuo courtesy service prevede la saponetta, mi raccomando, che il lavabo sia corredato di un portasapone! Talvolta non lo trovo, e appoggio la saponetta bagnata sul lavandino. In breve, fra acqua e sapone si forma un pastrocchio indicibile, il sapone scivola dove non deve, tipo sulla mia giacca, e non posso appoggiare il beauty. Molto scomodo. Di sicuro poco lussuoso.

4.

A proposito di beauty. Un vero bagno ha uno spazioso piano accanto al lavabo, dove poter appoggiare oggetti vari che servono alla toeletta. Non c’è niente di più fastidioso che ruotare su sé stessi in un bagno meraviglioso ma sconosciuto, in cerca di un posto dove appoggiare il beauty.

Spesso mancano anche i ganci, in questi bagni. Sono necessari, per un beauty appendibile, per un indumento, per un asciugamano. Meglio abbondare.

Ovviamente, ganci, portasapone, specchio cosmetico, tutti questi dettagli devono essere in linea con lo stile dell’arredo dell’intero bagno/camera.

Il lusso è nel dettaglio 😉

E, per finire, una precisazione:

L’asciugacapelli stile citofono che, a fronte di un rumore da boeing 747 produce un venticello caldino e puzzolente di filtro esausto, è un disservizio.

Chiunque abbia a cuore i propri capelli e la loro piega sta alla larga da questi oggetti, che hanno il solo scopo di far lavorare di più il fotografo in post produzione perché imbruttiscono l’immagine, più o meno al livello dei condizionatori d’aria appesi al muro.

Lusso è anche non doversi portare dietro il proprio Parlux da casa. Fai trovare al tuo ospite un asciugacapelli professionale, e non “su richiesta”, ma già lì, nel bagno.


Lusso, alla fine, è varcare il cancello dell’hotel e sentire che da quel momento, e finché siamo là dentro, qualcuno si fa carico di ogni nostro desiderio, anche di quelli che non sappiamo di avere.

La certezza di un servizio perfetto è la base,  la sorpresa di vedere anticipato un bisogno inespresso è il vero salto in avanti.

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