Hai detto Black Friday? Basta!

 

Hey, hai per caso detto Black Friday?

Mi è venuta un po’ di nausea nelle ultime settimane. No, non sono incinta. Ho appena dato da questo punto di vista. Ma ho lo stesso la nausea come sempre quando ovunque intorno a te tutto parla di qualcosa. Come in questi giorni di Black Friday, che sembrano durare ormai da un secolo.

Ancora non ho capito se mi conviene acquistare qualcosa o aspettare il giorno successivo per approfittare di un’offerta migliore. Ogni giorno mi arrivano circa 20 newsletter che mi parlano di Black Friday iniziato, anticipato, finito, sottosopra, sorprendente, miracoloso. I banner che trovo online, le sponsorizzate sui social, gli spot in tv nemmeno li conto.
Ma di miracoloso io ci trovo solo la confusione nel messaggio. Questa sì che è chiara!

So che H&M fa il 20% di sconto su tutto, online e in negozio. Repubblica offre la sua informazione a 12 euro per un anno. Pandora è appena passato in tv con il suo 20% su tutti i gioielli anche se acquisti tramite WhatsApp, seguito da altri 2 brand che urlavano quanto convenisse il Black Friday. Poi quello di Expert, gli sconti di Euronics e Trony perché non ci sono paragoni. Ma i paragoni per forza che li faccio se ogni minuto qualcuno mi vuole vendere la lavatrice nuova al prezzo più conveniente.

Alla fine per fortuna è comparso il latte digeribile senza lattosio a riportarmi alla realtà.

La bravura sta nel ricordarsi il giusto ordine e non pensare si poter andare da Pandora pagando solo 12 euro (so che a Natale un charm di Pandora è sempre un regalo gradito).

 

Perché il Black Friday mi dà la nausea?

Perché è la morte dell’originalità. Una corsa infinita a chi fa lo sconto più alto, più lungo, più complicato da calcolare.

Un bombardamento infinito di informazioni che ci dicono che questo periodo è conveniente per gli acquisti ma che rischia di diventare un turbinio di notizie che si annullano l’una con l’altra. Quando ce n’è troppo è come se non ci fosse nulla.

Risultato? Sei uno dei tanti, caduto nella banalità di un periodo in cui sembra che devi esserci per forza.

E tu, tra un messaggio uguale a quello di tutti gli altri e uno che spicca per diversità e originalità, su quale ti focalizzi? Secondo me sulla seconda!

Cerca di essere diverso, di non cadere nel tranello del “lo fanno tutti e lo faccio anche io”. Perché poi capita che se lo fai male, sei come un albergatore che qualche giorno fa ha inviato la newsletter che trovi qui sotto, lanciandosi in un elenco infinito di settimane da vendere e prezzi scontati addirittura al 65%.

 

Sì, so già che stai spalancando gli occhi. L’ho fatto anche io per un doppio motivo: il primo è il listino prezzi interamente buttato dentro una mail e la seconda è la svendita al 65%… In un colpo solo, ha distrutto i principi dell’email marketing e il valore del suo hotel.

 

Ci vediamo alla prossima puntata, quella delle newsletter di auguri di Natale!

 


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E se ne vuoi parlare, scrivimi a claudia@in3pida.it ❤️

 

 

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